Il Consorzio di bonifica pianura friulana ha attivato il livello alto del piano di gestione della siccità emergenziale, con misure di razionamento per il comparto agricolo. La decisione arriva dopo mesi di precipitazioni scarse e falde sotto la media.
Il piano è partito il 14 luglio con la chiusura del canale di Trivignano e la deviazione di 700 litri al secondo sul canale di Santa Maria. Il 15 luglio è prevista la sospensione dell’irrigazione domestica di orti e giardini a Dignano, Carpacco e Mereto.
Il 16 luglio saranno ridotte le portate della roggia Cividina, da 600 a 400 l/s, e rimodulate quelle delle rogge di Udine e Palma. Il 17 luglio sarà bloccata l’irrigazione straordinaria e verranno chiuse le derivazioni minori. Altri interventi sono previsti il 20 e il 23 luglio, tra cui la chiusura del canale di Passons, il blocco completo della roggia Cividina e la riduzione della condotta di Basiliano da 2000 a 1500 l/s.
Da marzo a giugno le piogge sono state molto inferiori alla media, con deficit del 50-80% in marzo e aprile. Il Tagliamento da maggio non supera i 2 metri di livello idrometrico e la presa di Ospedaletto non garantisce portate sufficienti per irrigazione e deflusso minimo vitale. A2A ha integrato i rilasci dal serbatoio dell’Ambiesta, superando i 10 milioni di metri cubi immessi nel sistema.
Le falde risultano in forte calo: a Beano di Codroipo sono 4 metri sotto i livelli del 2025, a Mortegliano il divario è di 1,90 metri e a Orzano di Remanzacco di circa 6 metri. La crisi idrica mette a rischio il comparto cerealicolo del Medio Friuli: senza acqua sufficiente per completare il riempimento della granella, i raccolti potrebbero andare perduti dopo che gli agricoltori hanno già sostenuto oltre il 90% delle spese.
