Il 18 aprile, al Savoia Excelsior Palace di Trieste, si terrà il congresso regionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG), guidato dal segretario regionale Luca Maschietto e dal presidente nazionale Alessandro Rossi, con il comitato scientifico composto da Marzia Bottussi, Sara Braida, Stefano Celotto ed Elena Paduano.
Al centro dell’incontro la frammentazione dell’assistenza in Friuli-Venezia Giulia, dove modelli organizzativi differenti tra zone urbane e aree montane rischiano di creare disuguaglianze. La regione, che conta circa il 27 % di over 65, vede la medicina di famiglia assumere un ruolo crescente a causa della centralizzazione dei servizi ospedalieri.
Maschietto avverte: «In Friuli-Venezia Giulia esistono modelli organizzativi diversi tra territori anche vicini tra loro, con aziende sanitarie che non sempre dialogano in modo efficace – spiega Luca Maschietto – Questo rischia di tradursi in differenze nell’assistenza ai cittadini, che in una regione di dimensioni contenute non dovrebbero verificarsi. In alcune aree, la carenza di medici ha portato alla nascita degli Ambulatori Sperimentali di Assistenza Primaria (ASAP), strutture pensate per rispondere all’emergenza dei pazienti senza medico di famiglia: si tratta di soluzioni comprensibili in una fase emergenziale, ma che non possono sostituire il modello della medicina generale basato sulla continuità della presa in carico e sulla relazione medico-paziente».
Rossi sottolinea il potenziale delle Case della Comunità: «Le Case della Comunità rappresentano una grande opportunità per rafforzare la sanità territoriale e migliorare l’integrazione tra i diversi livelli di assistenza – evidenzia Alessandro Rossi, Presidente nazionale SIMG – ma è fondamentale che la medicina generale sia realmente coinvolta nella loro progettazione e nel loro funzionamento. Devono diventare luoghi in cui sviluppare una presa in carico proattiva e continuativa dei pazienti cronici, in stretta collaborazione con gli specialisti. Solo così sarà possibile garantire modelli assistenziali più efficaci, omogenei sul territorio nazionale e realmente rispondenti ai bisogni della popolazione, evitando il ricorso improprio all’ospedale e migliorando gli esiti di salute».
Il programma scientifico affronterà cronicità diffuse come diabete, BPCO, obesità, osteoporosi e fragilità, con sessioni su prevenzione, vaccinazioni dell’adulto, antibiotico-resistenza, intelligenza artificiale e simulazioni pratiche, tra cui una dedicata alla posturologia integrata.
