In media ogni anno oltre 500 dipendenti del servizio sanitario regionale lasciano il posto, pari a circa il 2,5 % della forza lavoro, secondo i dati 2020-2025 ottenuti dal consigliere regionale del Partito Democratico Nicola Conficoni.
Le dimissioni volontarie rappresentano quasi la metà di tutte le uscite e superano i pensionamenti. In termini percentuali il fenomeno è rimasto stabile, ma nel 2025 il numero di chi se ne è andato è sceso ai livelli del 2020, l’anno dell’esordio della pandemia.
Chi abbandona il pubblico lo fa spesso per orari meno gravosi o retribuzioni migliori dopo l’apertura della partita Iva; altri scelgono di avvicinarsi al luogo d’origine o di trasferirsi all’estero. Nel frattempo il governo ha limitato il ricorso ai gettonisti, medici pagati a ore più dei colleghi assunti.
L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi afferma che il saldo tra ingressi e uscite è positivo e che il personale complessivo è cresciuto. Per ridurre la fuga, dalla scorsa stagione la giunta ha introdotto incentivi che portano, in alcune aree critiche, aumenti lordi fino a 1 500 euro al mese per i medici.
Secondo Conficoni la giunta sarebbe intervenuta in «grave ritardo accogliendo solo parzialmente la proposta dell’opposizione di investire nel personale».
