Sanità FVG, saldo mobilità 2024 in rosso di 9,9 milioni

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«La fuga record di pazienti fuori regione dimostra il fallimento di Fedriga e Riccardi. La spinta della Giunta verso il privato ha indebolito la sanità pubblica, peggiorando la competitività del sistema sia sul versante dei ricoveri che della specialistica ambulatoriale», ha affermato il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) dopo aver analizzato i dati di mobilità sanitaria ottenuti con un accesso agli atti.

Secondo il consigliere, nel 2024 il saldo tra prestazioni sanitarie acquistate fuori regione e quelle attratte in Friuli Venezia Giulia è sceso a -9,9 milioni di euro. Nel 2018, anno di insediamento della Giunta Fedriga, lo stesso indicatore era positivo per 6,9 milioni. Dopo un primo peggioramento già nel 2019 e una parentesi di ripresa nel biennio 2020-2021 legata alle restrizioni Covid, il bilancio è tornato in rosso e ha toccato il valore peggiore dell’ultimo decennio.

Nel dettaglio, nel 2024 l’attrazione di pazienti ha portato 85,1 milioni di euro (-0,5 rispetto al 2023), mentre la spesa per cure fuori regione è salita a 95 milioni (+2,8). Tra le aziende sanitarie, Asugi riduce lievemente il disavanzo (-15,66 milioni), così come il Cro di Aviano accresce l’attivo (+27,5 milioni). Peggiorano invece Asfo (-27,2 milioni), Asufc (-16,8) e l’Irccs Burlo Garofolo (+4,9 milioni, in calo).

Conficoni evidenzia che, a fronte di un peggioramento complessivo di 3,4 milioni rispetto al 2023 e di 16,8 milioni rispetto al 2018, il sistema pubblico registra un aumento del passivo di 3,9 milioni, mentre le strutture private migliorano l’attrazione di 0,5 milioni. Il consigliere collega il risultato alla perdita di oltre 2.500 dipendenti delle aziende sanitarie dal 2019, in parte assorbiti da operatori privati, e alla riduzione organica di 49 unità nel 2024, con risparmi sul personale pari a 34 milioni sotto il tetto di spesa.

Pur riconoscendo l’introduzione di incentivi per frenare la fuga di professionisti solo a luglio 2025, Conficoni avverte che la riforma in corso rischia di «smantellare» il servizio pubblico e che perfino nella maggioranza emergono dubbi sulla direzione intrapresa.