Il Friuli Venezia Giulia ha riunito oggi a Udine un tavolo straordinario sulla crisi energetica, convocato dall’assessore alle Attività produttive e turismo Sergio Emidio Bini con la partecipazione di imprese, sindacati, filiera dei carburanti e camere di commercio.
Bini ha sottolineato che la Regione è la prima in Italia a coinvolgere in modo così esteso tutte le categorie economiche. Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, ha spiegato, ha portato il greggio a 107 dollari al barile e ha fatto raddoppiare il prezzo del gas, superando gli aumenti registrati all’inizio della guerra in Ucraina.
Tra le possibili contromisure regionali figurano il sostegno al credito, la prosecuzione degli incentivi al fotovoltaico, la richiesta all’Unione europea di riattivare il temporary framework e l’appoggio a misure nazionali come il taglio delle accise, i crediti d’imposta e i controlli contro la speculazione.
La Giunta lancerà inoltre un terzo bando da 10 milioni di euro per impianti fotovoltaici, che si aggiunge ai 92 milioni già assegnati a oltre 1.200 aziende, e mantiene aperto fino al 15 aprile un contributo dedicato ai negozi di vicinato per ridurre il costo delle bollette. Verranno potenziate anche le garanzie a favore delle PMI tramite Frie e Confidi.
In chiusura Bini ha ricordato: «La Regione da sola non può intervenire sugli andamenti economici generali: il Governo si sta muovendo con norme antispeculazione, mentre l’Europa appare lenta».
