Il ritorno delle Province è previsto dal primo gennaio 2027, ma il voto per eleggere presidenti e consigli provinciali potrebbe slittare al 2028. La data delle elezioni resta incerta: Massimiliano Fedriga ha indicato che il percorso è ancora lungo.
Nei giorni scorsi la maggioranza ha accolto la proposta di Fratelli d’Italia di assegnare prima all’ente nuove funzioni e risorse adeguate. L’emendamento prevede l’approvazione di sei leggi di settore prima del ritorno alle urne.
Markus Maurmair, di Fratelli d’Italia, ha sostenuto che la popolazione dovrebbe essere chiamata a esprimersi solo quando le Province avranno piene competenze e una struttura fondata su risorse economiche e personale.
In Consiglio la discussione procede a rilento. Eletti di Partito Democratico, Patto per l’Autonomia e Movimento 5 stelle sono intervenuti più volte utilizzando i tempi previsti dai regolamenti per rallentare i lavori contro un testo che disapprovano. Chiedono un referendum e parlano di una legge che istituisce scatole vuote.
Massimo Moretuzzo, del Patto per l’Autonomia, ritiene che il testo non affronti le criticità dei Comuni e non aiuti a ridurre il ruolo della Regione. Voci favorevoli arrivano anche dall’opposizione: il civico di centrosinistra Enrico Bullian sostiene la nuova formulazione perché prevede enti elettivi al servizio dei Comuni più piccoli.
Sì alle Province elettive anche da Futuro Nazionale. Maddalena Spagnolo richiama il valore della rappresentanza per rispondere meglio alle esigenze dei territori e per la responsabilità di chi amministra.
