David Di Gleria, 48 anni, residente a Paularo, risulta “missing in action” dall’11 settembre secondo le autorità ucraine. La famiglia ha perso i contatti con lui a fine agosto e, da allora, non ha ricevuto comunicazioni ufficiali su quanto possa essere accaduto.
Di Gleria si era arruolato nella Terza Brigata d’assalto “Azov”, dopo un avviso di reclutamento aperto anche a civili stranieri. L’unità era operativa nell’Oblast di Luhansk, nel Donbass, area in gran parte sotto controllo russo. Non ci sono al momento conferme sul luogo o sulle circostanze della scomparsa.
A Paularo, poco più di duemila abitanti, in molti conoscono David e la sua famiglia. I genitori, Silvano e Ameriga Temil, per anni hanno gestito un negozio di ortofrutta a Sappada, dove lo stesso Di Gleria aveva lavorato in passato. In paese cresce la preoccupazione, mentre i familiari attendono notizie dal fronte.
Il 48enne aveva alle spalle una vita di lavori diversi: camionista, poi impegnato nell’attività di famiglia, quindi un periodo in Thailandia nel settore della ristorazione. Negli ultimi anni era riuscito a mettere da parte i risparmi per mettere su casa.
Il reparto “Azov”, nato nel 2014 come unità di volontari, è stato successivamente integrato e ampliato nella Guardia nazionale ucraina fino al rango di brigata. Negli anni è stato spesso al centro di polemiche: da Mosca arrivano accuse di simpatie neonaziste, mentre la parte ucraina rivendica di essersi affrancata da quei rimandi e sottolinea il carattere regolare dell’unità. Le sue file sono cresciute anche con l’arrivo di volontari stranieri.
