La Procura di Pordenone ricostruisce la confessione del diciassettenne accusato di aver ucciso la zia, insegnante 53enne di San Stino di Livenza (Venezia) scomparsa nei giorni scorsi.
Il procuratore Pietro Montrone indica nei rapporti familiari deteriorati tra la donna e la famiglia del fratello la pista che ha guidato gli investigatori verso il ragazzo, poi diventato reo confesso.
Il fascicolo è stato trasferito alla Procura dei Minori di Trieste, ora titolare del procedimento, mentre Pordenone mantiene aperta l’indagine per la scomparsa finché non sarà ritrovato il corpo della vittima.
Al momento l’ipotesi prevalente esclude il coinvolgimento di terzi; soltanto gli esami sulla salma, quando sarà rinvenuta, potranno rafforzare o smentire la versione del minorenne.
Una telecamera di sorveglianza avrebbe ripreso il giovane mentre spingeva una carriola con il cadavere coperto da un telo verso il canale dove afferma di averlo gettato, dettaglio che confermerebbe l’azione solitaria e all’insaputa dei familiari.
