Nasce meno in FVG, Pordenone penalizzata dopo i tagli

«I dati sui parti acclarano un’amara verità: le politiche per la famiglia sbandierate dalla maggioranza non hanno frenato l’inverno demografico, ma la razionalizzazione a senso unico dei punti nascita voluta dalla Giunta Fedriga ha creato un forte squilibrio territoriale con Pordenone che risulta ancora una volta penalizzata dai tagli. Poiché l’assessore Riccardi difende a spada tratta le chiusure di San Vito al Tagliamento e del Policlinico San Giorgio, sia lui a spiegare in che modo intende superare una sperequazione tanto ingiustificata quanto inaccettabile, stigmatizzata anche dal ministro Luca Ciriani». Lo ha dichiarato il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) dopo aver ottenuto i dati 2025 sui parti in Friuli Venezia Giulia.

Secondo i numeri forniti, i parti annuali in regione sono scesi da 9.320 nel 2013 a 6.957 nel 2025. Il calo è stato del 34% nell’area udinese, del 28% in quella pordenonese e del 13% a Trieste, mentre la provincia di Gorizia ha registrato un aumento del 4%.

Il divario emerge anche dal confronto tra Udine e Pordenone. Nel 2024 il territorio udinese disponeva di quattro punti nascita per circa 500 mila abitanti e 2.887 parti (media di 722 per struttura, con Latisana a 384, sotto la soglia di sicurezza di 500). Pordenone, dopo la chiusura di due strutture, è rimasta con un solo punto nascita per 300 mila residenti e 1.856 parti, diminuiti del 17% rispetto al 2023; nello stesso periodo il calo nell’area dell’Asufc è stato del 2%.

Il consigliere regionale di Open Sinistra FVG, Furio Honsell, ha espresso solidarietà al Coordinamento del Sanvitese per la sanità pubblica, contestando la riduzione dei posti letto per le cure intermedie e la riabilitazione. «Ancora una volta i fatti non sembrano corrispondere alle promesse e alle dichiarazioni.» Ha avvertito che le persone anziane fragili rischiano di subire le maggiori conseguenze di questa programmazione sanitaria.