Mingarelli: riforma senza dialogo, Province da ripensare

Alla vigilia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, il procuratore generale della Corte dei Conti Fvg, Alberto Mingarelli, ha affermato di “Non voglio prendere posizione” sul referendum riguardante la riforma della giustizia, ma ha lamentato che il confronto è degenerato in contrapposizioni che si sarebbero potute evitare con un maggiore dialogo con l’organo interessato.

Mingarelli ha criticato l’imposizione delle norme senza un confronto preventivo e ha ricordato che nessun mandato elettorale conferisce «poteri assoluti». Ha aggiunto che alcune modifiche erano necessarie, ma andavano costruite in modo dialettico e con maggioranze parlamentari ampie, limitando al minimo le revisioni della Costituzione per garantirne la stabilità nel tempo.

Passando all’assetto istituzionale, il magistrato ha definito l’abolizione delle Province «un cattivo affare», sostenendo la necessità di un ente intermedio capace di svolgere funzioni urbanistiche e territoriali che Regioni e Comuni, da soli, non possono garantire.

Infine, ha auspicato che le Province, se ripristinate o riorganizzate, ricevano competenze reali e non diventino semplici strumenti per creare nuovi incarichi politici.