Alla Fondazione Ambrosianeum di Milano si è svolto il convegno “Il Friuli ringrazia… Milano e la Lombardia”, tappa delle iniziative per il 50° anniversario del terremoto del 1976 promosse dalla Regione Friuli Venezia Giulia con Ente Friuli nel Mondo e Fogolâr furlan di Milano.
L’assessore regionale alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi ha ricordato il ruolo decisivo del capoluogo lombardo nel sostegno post-sisma, sottolineando: «La storia del terremoto non è stata solo nostra, ma ha coinvolto l’intero Paese: Milano e la Lombardia hanno partecipato in modo determinante, trasformando la solidarietà spontanea in un modello: oggi siamo entrati in questa storia attraverso testimonianze importanti e tanti ricordi, molti dei quali particolarmente toccanti, portati dai protagonisti di quei giorni. Sono stati gli altri a raccontarci per quello che siamo ma forse dovremmo essere noi stessi a renderci maggiormente conto di ciò che siamo e di ciò che siamo stati: un esempio per la rettitudine, per la capacità di non piangersi addosso e di reagire alle difficoltà”.
Nel panel “La lezione del terremoto”, moderato dal giornalista Fabio Pizzul, sono intervenuti Toni Capuozzo, Giannino della Frattina, Stefano Grimaz e Franco Iacop. Nella sessione iniziale Riccardi ha ricordato Giuseppe Zamberletti, padre della moderna Protezione civile.
Vittorio Storti, direttore del notiziario del Fogolâr, ha presentato documenti inediti che ricostruiscono l’imponente moto di solidarietà milanese guidato dall’allora presidente Ardito Desio: la sottoscrizione lanciata il 7 maggio 1976 insieme a “Il Giornale Nuovo” permise di raccogliere 290 milioni di lire.
Oltre metà di quei fondi venne destinata agli anziani, portando alla realizzazione dell’Opera Pia Cojaniz di Tarcento e di case di riposo a Fanna, Cavasso Nuovo e Taipana. Tra le altre iniziative rievocate figurano la campagna “Un mattone (34 lire) per il Friuli” che contribuì al centro sociale di Enemonzo e il lavoro volontario degli studenti dell’Istituto Zaccaria per il villaggio di Flaipano di Montenars.
Il convegno ha ricordato anche il “Lunari” realizzato dagli scolari di Gemona per raccogliere fondi, acquistato e distribuito dal Fogolâr nelle scuole milanesi: tre dei piccoli autori persero la vita nel sisma, lasciando un segno che commosse anche Gianni Rodari.
L’evento si è chiuso con la proiezione del docu-video “Quando la terra chiama” di Massimo Garlatti-Costa e con gli intermezzi musicali del coro Vos de mont diretto da Marco Maiero.
