Medici di famiglia dipendenti: il sindacato FIMMG frena sul decreto

Il Ministero della Salute ha illustrato alle Regioni una bozza di decreto che, entro maggio, potrebbe offrire ai medici di medicina generale la possibilità di passare volontariamente a un rapporto di lavoro dipendente, analogo a quello dei medici ospedalieri.

La misura riguarderebbe anche il Friuli Venezia Giulia: l’assessore Riccardi ricorda che la Regione non ha competenza primaria in materia sanitaria e dovrà applicare le norme nazionali. Le Regioni valuteranno il testo tecnico nei prossimi giorni; per il presidente Massimiliano Fedriga si tratta di un confronto utile in vista del rafforzamento dei servizi territoriali.

Contraria la FIMMG regionale. Il presidente Fernando Agrusti lamenta l’assenza di un confronto con il Governo e segnala il rischio che molti medici, ancora impegnati nel corso di formazione in medicina generale, decidano di orientarsi verso altre specializzazioni. Il sindacato chiede un tavolo diretto con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.

Secondo la FIMMG, il decreto introduce un “doppio canale” che limiterebbe l’accesso al lavoro dipendente ai medici dotati di specifica specializzazione, escludendo chi ha seguito percorsi formativi precedentemente incompatibili. A giudizio del sindacato, i professionisti più giovani, privi di specializzazione, potrebbero abbandonare la medicina generale, aggravando la carenza di camici bianchi nelle aree più fragili.

Il testo non elimina la convenzione esistente, ma prevede un sistema misto e un nuovo modello di remunerazione, basato sulla partecipazione alla rete territoriale e sulla presa in carico di pazienti cronici e fragili, in sostituzione dell’attuale criterio fondato sul numero di assistiti.