L’arcivescovo Lamba richiama luce e paternità nelle Messe di Natale

Nel duomo, mons. Riccardo Lamba ha presieduto la liturgia della notte e quella del giorno di Natale, ricordando ai fedeli il significato centrale dell’Incarnazione.

Nell’omelia notturna l’arcivescovo ha sottolineato che l’umanità vive «una condizione di oscurità» segnata da conflitti, degrado ambientale, precarietà lavorativa e incertezza nelle relazioni. Alla luce del profeta Isaia – «Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse» – ha indicato nel Bambino di Betlemme l’unica forza capace di diradare le paure, disarmare l’aggressività e riaccendere la speranza di una pace autentica.

Durante la celebrazione del giorno, Lamba ha proposto la dimensione della paternità come chiave del mistero natalizio. Ha descritto la novità di «una relazione assimilabile a quella di un padre con un figlio», spiegando che in Gesù ciascuno è chiamato a vivere da figlio amato e libero, pronto a generare fraternità. Da questa scoperta nasce la possibilità di una vita nuova, capace di misericordia e di speranza.