Un infermiere del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Udine è stato aggredito mercoledì 8 luglio da un paziente in evidente stato di agitazione, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
L’uomo era stato portato in ospedale dal soccorso territoriale, intervenuto per una persona in stato psichico alterato in strada. Nel tentativo di contenerlo, l’infermiere ha riportato un trauma contusivo-distorsivo con escoriazioni al polso destro, tumefatto e con mobilità ridotta, e una duplice ferita escoriata al gomito di circa 10 centimetri.
Il sanitario è stato anche morsicato dal paziente: per questo dovrà essere sottoposto al monitoraggio previsto da ASUFC per il rischio di malattie infettive trasmissibili. Dopo le cure è stato dimesso, ma resta scosso anche per le minacce di morte rivolte a lui e alla sua famiglia.
Le Forze dell’Ordine sono intervenute tempestivamente grazie al protocollo aggressioni sottoscritto da Azienda Sanitaria e Questura, bloccando e allontanando l’aggressore.
Il Nursind, sindacato degli infermieri, ha denunciato l’episodio e ha chiesto che aggressioni di questo tipo siano affrontate come un’emergenza strutturale, con misure concrete di prevenzione, presidio e tutela per il personale sanitario.
