La Giunta regionale del Friuli-Venezia Giulia ha approvato due provvedimenti per sostenere le famiglie con bambini fino a tre anni, ridurre il costo delle rette e ampliare l’accesso ai servizi educativi nell’anno educativo 2026/2027.
Le risorse disponibili ammontano a 35.948.545 euro, tra fondi regionali e Fondo sociale europeo Plus. Il fabbisogno stimato è di 31.340.605 euro: la disponibilità dovrebbe quindi permettere di coprire le richieste già approvate e ulteriori domande, in base alla capacità delle strutture.
I contributi riguardano nidi d’infanzia, servizi educativi domiciliari, spazi gioco e centri per bambini e genitori. Per le famiglie con un solo figlio minore e Isee pari o inferiore a 50mila euro sono previsti 310 euro al mese per il tempo pieno e 155 euro per il tempo parziale. Il contributo da 155 euro vale anche per centri per bambini e genitori e spazi gioco.
Per i nuclei con due o più figli minori il sostegno sale fino a 510 euro mensili per il tempo pieno e a 255 euro per il tempo parziale. L’importo di 255 euro è previsto anche per centri per bambini e genitori e spazi gioco.
Il secondo provvedimento riguarda l’intesa tra Regione Friuli-Venezia Giulia e Ufficio scolastico regionale per le Sezioni Primavera, rivolte ai bambini tra 24 e 36 mesi. Le sezioni dovranno avere normalmente tra 10 e 20 iscritti e funzionare da cinque a otto ore al giorno.
Nei Comuni montani, nei centri con meno di 5mila abitanti e nei territori con specificità linguistiche il numero minimo di iscritti scenderà a cinque bambini. Per le Sezioni Primavera sono previsti contributi annuali tra 10mila e 27mila euro, calcolati in base agli iscritti e alla durata del servizio.
In presenza di bambini con disabilità o in condizioni di svantaggio socio-culturale potrà essere riconosciuta una maggiorazione del 15 per cento, se sarà garantito personale educativo aggiuntivo oppure un rapporto inferiore a un educatore ogni dieci bambini.
Per le strutture che richiederanno sia il contributo statale sia quello regionale, le rette a carico delle famiglie dovranno essere comprese tra 100 e 550 euro mensili. Per i gestori che chiederanno solo l’ammissione alla sperimentazione, la fascia sarà tra 100 e 750 euro al mese, con possibilità di riduzioni o esenzioni in base alla situazione economica del nucleo familiare.
