Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi di Confindustria Udine su dati Istat ed Eurostat, l’industria del Friuli Venezia Giulia genera il 23,5% del valore aggiunto regionale, quota superiore alla media nazionale (19,0%) e quasi identica a quella tedesca (23,4%). Rispetto al 2024, l’incidenza risulta inoltre più alta di Austria (21,0%), Spagna (15,6%) e Francia (13,7%).
«L’industria della nostra regione si colloca ai vertici europei per la ricchezza generata dalla produzione, ben oltre la media nazionale e superiore a quella delle principali economie dell’Ue. Siamo ai livelli della Germania», ha dichiarato il presidente di Confindustria Udine Luigino Pozzo.
Nei primi nove mesi del 2025 gli addetti del settore sono 127 mila, pari al 24,1% dei 526 mila occupati complessivi. Il comparto assorbe quasi il 35% degli investimenti totali, circa il 50% della spesa in ricerca e sviluppo e origina oltre il 97% delle esportazioni regionali; «la regione registra da diversi anni un surplus commerciale sui beni manufatti che incide sul Pil».
Pozzo ha indicato la strada da seguire: «La nostra economia potrà crescere in modo sostenuto solo se saprà imprimere una forte accelerazione alla produttività: investimenti in tecnologia e nella formazione rappresentano il principale canale per diffondere l’innovazione».