Temperature elevate, piogge scarse, siccità e vento sono tra i principali fattori che favoriscono gli incendi boschivi. L’estate è la stagione più a rischio, come mostrano i roghi degli ultimi giorni in regione, in particolare sul Carso triestino.
Secondo Paolo Benedetti, direttore dell’Ispettorato forestale di Trieste e Gorizia, l’autocombustione è molto poco probabile: il fattore umano resta preponderante, anche se negli ultimi anni si sono verificati incendi causati da fulmini, anche in montagna.
Le operazioni di spegnimento sono coordinate dalla Protezione civile, che interviene insieme al Corpo forestale. I Vigili del fuoco si occupano invece degli incendi di interfaccia, tutelando le aree abitate.
Maurizio Covacich, ispettore antincendi dei Vigili del fuoco Fvg, ha ricordato che i Vigili del fuoco sono presenti 24 ore su 24 e che in ogni provincia esiste una squadra dedicata agli incendi boschivi. Squadre di questo tipo sono già intervenute a Repen, nel Triestino, e a Claut, nel Pordenonese.
Da anni è attivo anche un protocollo transfrontaliero di mutuo soccorso. Nel 2022 gli elicotteri regionali sono intervenuti in Slovenia per incendi a sud della Valle del Vipacco, mentre i colleghi sloveni hanno supportato il sistema italiano. I nuovi mezzi aerei della Repubblica di Slovenia hanno inoltre attinto acqua nel Golfo di Panzano attraverso questo sistema transfrontaliero.
