Il generatore che salvò l’ospedale di Gemona nel sisma del 1976

Nella notte del terremoto di maggio 1976 l’ospedale San Michele di Gemona rimase l’unica struttura illuminata in città grazie a un gruppo elettrogeno installato poco tempo prima. A volerlo era stato Antonino Zulian, allora presidente del nosocomio e direttore didattico della scuola elementare e materna.

Dopo la scossa, Zulian lasciò la propria famiglia in sicurezza nella zona di Orvenco e raggiunse a piedi l’ospedale attraverso strade ostruite dalle macerie. La pronta entrata in funzione del generatore permise l’evacuazione di pazienti, neonati e personale, agevolando i soccorsi che proseguirono fino al giorno seguente.

Nei giorni successivi la famiglia Zulian dormì in auto finché non venne allestita una tendopoli dagli alpini. La nuova scossa del 15 settembre rese necessaria l’ospitalità a Lignano Pineta, mentre Antonino continuava a viaggiare tra Gemona e la costa per seguire la costruzione dell’ospedale prefabbricato e garantire la ripresa delle lezioni in tenda per gli alunni della zona.

Oggi Chiara Zulian, che vive a Latisana dopo aver concluso la carriera di dirigente scolastica al Deganutti, ricorda il padre come esempio di responsabilità e dedizione al lavoro.