Alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 la presidente della Corte d’Appello di Trieste, Maria Caterina Chiulli, ha definito l’amministrazione della giustizia regionale «virtuosa» malgrado i «vuoti di organico dei magistrati» e la «drammatica carenza di personale amministrativi».
Chiulli ha ricordato che le recenti «assunzioni massicce, senza precedenti, e concorsi con una cadenza mai registrata» hanno soltanto arginato l’esodo di addetti degli anni precedenti: nella Corte d’Appello mancano 45 dipendenti su 72.
Nel distretto le scoperture dei togati sono pari al 17 % in Corte d’Appello e al 19 % nei tribunali, mentre per i giudici ausiliari la carenza raggiunge l’83 %. Il nuovo ufficio del processo offre una risposta solo parziale; persistono inoltre problemi nell’informatizzazione e nel processo penale telematico, avviato senza adeguata formazione e assistenza.
La presidente sollecita un piano di assunzioni per dirigenti e cancellieri e un’intesa Stato-Regione sulla mobilità del personale, perché «tutela dei diritti passa per una giustizia efficiente».
Nonostante le criticità, il distretto registra una durata media delle cause di 232 giorni, in calo del 10 % sull’anno precedente e nettamente inferiore alla media nazionale di 533 giorni.
