Luka Cammarata, 19 anni, il 29 aprile si è presentato in un ospedale regionale per donare il sangue. Dopo il questionario e il controllo dell’emoglobina, entrambi superati senza problemi, durante il colloquio una dottoressa gli avrebbe chiesto: «Sei un trans?». Alla sua risposta affermativa, la professionista avrebbe sostenuto che, pur non assumendo testosterone, non poteva donare.
Cammarata racconta che la dottoressa si è poi soffermata sull’interruzione di olanzapina indicata nel modulo, affermando che «chiaramente hai un disturbo mentale» e pretendendo una diagnosi formale. Poco dopo le sarebbe stato rivolto un ulteriore sospetto: «Hai l’Aids, vero?», motivato dal presunto maggior rischio per «quelli come te».
Il giovane sottolinea che il diniego è stato infine motivato con ipotensione e frequenti crisi vagali, ma ritiene di aver subito un comportamento discriminatorio. Non intende sporgere denuncia perché non conosce il nome della dottoressa e non dispone di documentazione sul rifiuto, ma ha ricevuto solidarietà da numerose persone che hanno appreso la vicenda.
