Gemona, test su insulina nei resti di Venier

Ricerca di insulina sui resti di Alessandro Venier, affidata al laboratorio del Burlo Garofolo di Trieste. Obiettivo: chiarire le cause della morte e verificare la credibilita’ della confessione della madre, l’infermiera 61enne Lorena.

Il responsabile Riccardo Addobbati spiega che individuare l’insulina e’ complesso: in condizioni normali diminuisce in poche ore e il corpo e’ stato ritrovato dopo sei giorni; inoltre l’insulina e’ endogena. Le analisi partono in questi giorni sui campioni forniti dal medico legale; la Procura ha fissato 60 giorni per i risultati, con possibile proroga.

Secondo quanto riferito da Lorena, prima avrebbe tentato di stordire il figlio con una bevanda contenente farmaci, poi gli avrebbe fatto due iniezioni di insulina. Il farmaco, prelevato cinque anni fa dal luogo di lavoro per scopi autolesivi, potrebbe essersi degradato. La vittima era stata uccisa, fatta a pezzi e gettata in un bidone, poi coperta con calce viva.

Il tossicologo cerchera’ solo la presenza di insulina; a stabilire la causa della morte sara’ il medico legale. Indagata anche la compagna, Mailyn Castro Monsalvo, per omicidio volontario pluriaggravato; il 10 settembre si avvarra’ della facolta’ di non rispondere.