Gemona, omaggio ai 29 Alpini caduti nel terremoto del ’76

Alla caserma Goi-Pantanali di Gemona del Friuli si è svolta una cerimonia in memoria dei 29 Alpini che persero la vita nella notte del 6 maggio 1976, quando il terremoto colpì il Friuli. L’evento, voluto dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito e sostenuto da Regione e istituzioni locali, ha ricordato anche il ruolo determinante dei militari nei soccorsi e nella ricostruzione.

Erano presenti, fra gli altri, il generale di Corpo d’armata Carmine Maisiello, il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il prefetto Domenico Lione, il questore Pasquale Antonio De Lorenzo, il sindaco Roberto Revelant e la medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din, oltre a rappresentanti delle associazioni d’arma e studenti delle scuole del territorio.

L’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha portato il saluto del presidente Fedriga e ha ricordato che i giovani militari morti nella caserma restano un esempio di dedizione al Paese. «Quella di oggi è stata una cerimonia toccante, giustamente voluta dal Capo di Stato maggiore dell’Esercito, dalla Regione e da tutte le istituzioni, per ricordare il ruolo insostituibile e determinante svolto dalle Forze armate nei giorni immediatamente successivi al sisma e durante la ricostruzione. È doveroso onorare i 29 Alpini che persero la vita quella notte e tutti coloro che indossando la divisa aiutarono la nostra terra non solo a rialzarsi ma a rinascere», ha dichiarato.

Riccardi ha inoltre sottolineato che la ricostruzione del Friuli fu «una vera e propria rinascita» resa possibile dal carattere della popolazione, dalla collaborazione fra Stato, Regione e Comuni e dall’impegno «insostituibile» dell’Esercito italiano.