Fvg, riforma dell’abitare al vaglio: aiuti alla fascia intermedia, dubbi su fondi e strumenti

In quarta commissione del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia è cominciato il ciclo di audizioni sul disegno di legge presentato dall’assessora Cristina Amirante per aggiornare la normativa abitativa ferma da dieci anni.

Il provvedimento mira a sostenere la cosiddetta «zona grigia», famiglie con redditi troppo alti per accedere alle case popolari e troppo bassi per sostenere i prezzi del mercato privato. Caritas e cooperative sociali parlano di emergenza, mentre il sindacato Sunia-Cgil chiede di concentrare risorse sull’edilizia sovvenzionata ricordando che oltre ottomila domande di aventi diritto restano inevase.

La riforma affida alle Ater un ruolo di cabina di regia: oltre alla gestione degli alloggi dovranno coordinare il territorio e analizzare i bisogni, senza nuovi costi per la Regione ma con maggiori oneri interni. Cooperative e sindacati dubitano che gli enti dispongano delle competenze necessarie.

Il direttore di Ater Pordenone e Udine, Lorenzo Puzzi, ha chiesto uno stanziamento più consistente: «Sei milioni e 250 mila euro previsti nel triennio, ha detto, sono troppo pochi per il recupero edilizio su larga scala».

L’Ordine degli architetti e il Sunia contestano la soppressione dell’osservatorio regionale e della commissione di confronto con i portatori di interesse, considerati strumenti utili di monitoraggio. L’Associazione bancaria italiana, infine, si è detta prudente e ha sollecitato garanzie pubbliche chiare e una programmazione certa prima di impegnarsi nei finanziamenti.