Fvg, oltre mille volontari della sicurezza in 88 Comuni

In Friuli Venezia Giulia sono 1.115 i cittadini iscritti come volontari per la sicurezza, distribuiti in 88 Comuni a quasi cinque anni dall’applicazione della riforma del 2021. L’assessore regionale Pierpaolo Roberti definisce questi numeri «soddisfacenti», pur segnalando che la partecipazione è concentrata in alcuni territori.

I volontari esistono dal 2009, ma è con la legge regionale 5/2021 che il centrodestra ha strutturato il modello di «sicurezza partecipata». Secondo il coordinatore regionale Walter Milocchi, il servizio «che funziona meglio nelle piccole realtà: non mi sorprende per questo che non sia partito nelle grandi città». Attualmente risultano operative una quindicina di amministrazioni tra Pordenone e Udine (San Vito al Tagliamento, Aviano, Maniago, San Giorgio di Nogaro, Aquileia, Cervignano), mentre Muggia avvierà il progetto nei prossimi mesi.

La giunta regionale ha appena approvato in via preliminare un nuovo regolamento che aggiorna requisiti (maggiorenni, cittadini Ue, senza condanne per delitti non colposi, idoneità psico-fisica), formazione (corso di almeno sei ore con prova finale) ed elenchi, ora verificati ogni tre anni. I volontari continuano a svolgere solo compiti di osservazione, informazione e assistenza, senza poteri sanzionatori né possibilità di portare armi.

Cambiano anche le dotazioni: i gilet ad alta visibilità passeranno dall’arancione al giallo fluo, resta il berretto blu e diventa facoltativa la giacca con la scritta “Volontario per la sicurezza”. I costi restano per ora a carico dei Comuni, ma la Regione valuterà sostegni tramite il Programma sicurezza.

A Udine l’amministrazione ha scelto un modello più orientato alla comunicazione e al coinvolgimento della comunità. La legge regionale prevede infine una verifica biennale sull’impiego dei volontari e sulle attività svolte; Roberti si dice complessivamente soddisfatto, pur lasciando aperta la porta a future integrazioni.