«Il Governo ha chiesto di attivare una manifestazione di interesse per accedere ai fondi destinati sia agli studi di microzonazione sismica che agli interventi strutturali» ha annunciato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, dopo il via libera della Giunta alla ricognizione tra i Comuni.
L’iniziativa attua il decreto 1149/2026 del Dipartimento della Protezione civile e mette a disposizione 7,22 milioni di euro del Fondo nazionale per la prevenzione del rischio sismico. Possono partecipare i Comuni proprietari di edifici o infrastrutture strategiche inseriti nell’elenco regionale delle aree a rischio, candidando un solo edificio e un’opera infrastrutturale essenziale, come un ponte.
Sono previste tre tipologie di lavori: rafforzamento locale, miglioramento sismico con incremento minimo del 20% della sicurezza e demolizione-ricostruzione, anche con eventuale delocalizzazione. Il contributo massimo varia da 165 a 330 euro al metro cubo per gli edifici e da 495 a 990 euro al metro quadro per i ponti, in base a rischio e tipo di intervento.
Le domande, da inviare via PEC entro le 12.00 del 15 settembre, saranno valutate secondo vulnerabilità, pericolosità del territorio e stato di avanzamento della progettazione. Il Servizio edilizia tecnica regionale fornirà assistenza agli enti locali. Entro il 25 novembre 2026 la Regione trasmetterà al Dipartimento della Protezione civile il Piano degli interventi strutturali per ottenere i finanziamenti.
