La Regione Friuli Venezia Giulia destina quasi 75 milioni di euro alla valorizzazione del personale sanitario: 48 milioni già stanziati per il 2026 e altri 27 milioni che verranno aggiunti dopo la firma dei nuovi contratti collettivi nazionali.
Dal 2019 la dotazione organica è cresciuta di 1.100 unità, portando gli addetti a oltre 20.891 tra dirigenti, sanitari, amministrativi, tecnici e professionisti. La Regione figura tra le prime quattro in Italia per numero di dipendenti, medici e infermieri ogni mille abitanti. Il presidente Massimiliano Fedriga ha parlato di «un bilancio sano e fortemente in crescita» che mira a rendere il comparto più attrattivo con aumenti retributivi e nuove indennità.
L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi ha evidenziato l’eliminazione del tetto di spesa, che consente di incrementare le risorse del 25%, ricordando: «Siamo arrivati a oltre 1 miliardo e 240 milioni di euro; nel 2019 partivamo da meno di un miliardo. Tutte queste sono risorse destinate al personale, che è aumentato di circa un migliaio di unità in questi anni, invertendo un processo spesso raccontato in modo non corretto: non è vero che c’è stata una riduzione, ma il contrario. Inoltre, si registrano livelli retributivi che introducono elementi di variabilità».
La manovra, condivisa a fine marzo con le sigle sindacali, affronta le criticità dell’emergenza-urgenza, in particolare la centrale operativa Sores. Per la carenza strutturale di infermieri, la Regione valuta il reclutamento all’estero e ha avviato trattative, fra cui quelle con l’Argentina.
