Friuli, 50 anni dopo il sisma che cambiò Majano e Osoppo

Ricorrono 50 anni dal terremoto che il 6 maggio 1976 devastò il Friuli. Secondo gli esperti la violenza dell’onda sismica fu amplificata dall’intrappolamento tra le montagne e i sedimenti del Tagliamento.

La scossa colpì duramente anche località distanti dall’epicentro, come Majano: qui si contarono 131 vittime e più della metà degli edifici crollò, inclusi due condomini di recente costruzione.

Adriano Piuzzi ricorda che stava affiggendo manifesti davanti alla chiesa del paese quando fu avvisato dal parroco; «30 secondi dopo la canonica è caduta sulla macchina».

Armando Aita Picco racconta: «Ero come sul tagadà, non riuscivo a stare in piedi e l’albero che quasi toccava terra. La casa non era crollata, per fortuna, però mi fischiavano le tegole, sentivi i crolli ovunque».

Nell’area nota come triangolo del terremoto, Osoppo subì 119 morti, 750 case distrutte e strade rese impraticabili.

Il ricordo di quei giorni resta vivo: per Ezio Lenuzza fu «una lezione di coraggio, di umiltà, di sofferenza, di capacità di stare insieme di unirsi».