Falde sotto la media storica e portate dei corsi d’acqua ridotte: il monitoraggio aggiornato a fine maggio dal Consorzio bonifica pianura friulana segnala un calo rispetto al 2025, dovuto soprattutto alle scarse piogge primaverili.
La situazione, per ora, non viene considerata paragonabile alla crisi idrica del 2022, ma richiede attenzione e controllo costante nei mesi di massimo utilizzo irriguo, come evidenziato dalla presidente Rosanna Clocchiatti.
Più critica appare la situazione delle derivazioni superficiali. Secondo Stefano Bongiovanni, direttore dell’area operativa Irrigazione del Consorzio, A2A rilascia dal serbatoio dell’Ambiesta 7 metri cubi al secondo verso il Tagliamento, ma solo circa il 50 per cento arriva alla presa di Ospedaletto. Possibili criticità potrebbero riguardare anche la presa di Zompitta dal Torre, che alimenta le rogge di Udine, Palma e Cividina, e quella di Aonedis di San Daniele dal Tagliamento, collegata alla roggia di Carpacco-Codroipo.
Nel dettaglio, a Beano di Codroipo il pozzo monitorato registra -1,85 metri rispetto alla media e -3,7 metri rispetto al 2025. A Mortegliano il pozzo 72 resta vicino alla media storica, ma è più basso di 1,60 metri rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A Orzano, nel comune di Remanzacco, i livelli sono a -0,70 metri dalla media e -5,6 metri rispetto al 2025.
Tutti i pozzi monitorati mostrano quindi valori inferiori alla media storica. Il Consorzio prosegue le attività di controllo e gestione per sostenere le aziende agricole.
