Al convegno dedicato al cinquantenario del terremoto del 1976, tenutosi a Udine, il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha indicato la gestione post-sisma del Friuli come riferimento per l’autonomia odierna. Secondo il governatore, l’esperienza del ’76 dimostra che scelte rapide e vicine ai territori possono fornire risposte efficaci ai cittadini.
Fedriga ha osservato che l’attuale quadro normativo nazionale rende oggi impossibili alcune decisioni adottate allora e ha auspicato leggi che consentano di agire, prevedendo responsabilità in caso di errori ma senza «accuse preventive». Ha inoltre denunciato un «blocco della struttura centrale dello Stato», poco propenso a trasferire competenze mentre le Regioni puntano a velocizzare le soluzioni.
L’assessore regionale alla Protezione civile Riccardo Riccardi ha richiamato due capisaldi della ricostruzione friulana: la capacità della classe dirigente di trovare convergenze sulle misure straordinarie e la catena di politica e sussidiarietà che sostenne il processo. Durante l’incontro è stato annunciato un volume in uscita con leggi regionali, documenti tecnici e analisi sulle scelte di governance adottate dopo il sisma.
