Fedriga apre al terzo mandato ma chiede un confronto al governo

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Nel bilancio di fine anno Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia, afferma che oggi si ricandiderebbe per un terzo mandato, pur riconoscendo che nel 2028 potrebbe anche scegliere diversamente. Ritiene necessario «un ragionamento asettico, dedicato solo all’elettore» e invita il governo ad avviare subito un tavolo politico lontano dalle principali scadenze elettorali.

Fedriga spiega di aver imparato a non escludere nulla: vorrebbe continuare a guidare la Regione per completare il lavoro avviato, ma non preclude incarichi nazionali o locali. Quanto all’ipotesi di candidarsi a sindaco di Trieste, ringrazia l’attuale primo cittadino Roberto Dipiazza per la stima e rinvia ogni decisione a un confronto futuro con la coalizione.

Il governatore non teme le obiezioni sul terzo mandato arrivate da Fratelli d’Italia dopo le critiche del ministro Luca Ciriani; definisce quell’episodio un chiarimento che ha rafforzato il dialogo all’interno della maggioranza regionale.

Sul cosiddetto «patto del sushi» evidenzia che, dopo la nomina di un responsabile per il Sud, si potrebbe prevedere anche un referente per il Nord, proposta da condividere con Matteo Salvini. Aggiunge che Luca Zaia è una risorsa da valorizzare tanto nella Lega quanto oltre il partito.

Riguardo al ritorno delle Province elettive, previsto nel 2026, Fedriga annuncia elezioni quando il Parlamento approverà il testo definitivo: il modello pensato prevede elezione diretta del presidente e collegi uninominali. L’obiettivo è votare nel 2027, dopo aver dotato gli enti dei necessari strumenti.