Gli ex sindaci Franceschino Barazzutti (Cavazzo Carnico), Ivo Del Negro (Trasaghis), Enore Picco (Bordano) e Claudio Polano tornano a denunciare il continuo degrado del lago di Cavazzo e gli “espedienti dilatori” che, a loro avviso, ne impediscono la riqualificazione.
Il Laboratorio “Lago dei Tre Comuni”, istituito nel 2019, aveva indicato tre possibili bypass per deviare lo scarico della centrale di Somplago a valle del bacino, restituendo naturalità e attrattività turistica. Tutte le soluzioni sono però state archiviate dopo l’opposizione del Consorzio di bonifica della Pianura friulana, interessato a costruire una propria condotta dal lago alla rete irrigua.
Su incarico regionale (50 mila euro) lo Studio Pantidro ha poi bocciato il bypass, suggerendo un tubone che scarichi a metà lago e la creazione di due “isole d’acqua”: proposte che hanno suscitato lo sdegno della popolazione locale.
Nel novembre 2024 il Consiglio regionale ha approvato la mozione 76, che impegna la Giunta a realizzare il bypass con valvola di regolazione per mantenere il livello idrico in caso di siccità. A oggi, accusano gli ex primi cittadini, la Giunta non ha dato seguito al testo e ha invece affidato (166 mila euro) all’Università di Trento nuovi studi considerati distrattivi.
Intanto il Consorzio ha ottenuto 1 milione di euro statali per progettare la propria condotta e la concessione regionale alla derivazione dallo scarico del lago, in contrasto con il Piano regionale di tutela delle acque.
Gli ex amministratori chiedono che i sindaci rivieraschi, le Comunità di montagna, il Consorzio Bim del Tagliamento, le associazioni della Val del Lago e i consiglieri regionali uniscano le forze per ottenere la progettazione e il finanziamento di un vero bypass già nel bilancio 2026, condizione ritenuta indispensabile per ripristinare la naturalità e la fruibilità del più grande lago del Friuli.
