Detenuti digitalizzano i registri storici del carcere di Tolmezzo

Università di Udine e Casa circondariale di Udine hanno avviato un progetto annuale, rinnovabile, per digitalizzare cinque registri di matricola del carcere di Tolmezzo relativi al periodo 1935-1947. Il lavoro è affidato a due detenuti in semilibertà, formati ad hoc e operativi dal 27 gennaio nei laboratori del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio culturale, in collaborazione con l’Archivio di Stato di Udine.

I registri, custoditi nell’Archivio storico del carcere udinese, documentano gli anni della guerra e della Resistenza in Carnia e Alto Friuli, quando molti prigionieri transitarono nelle case penali prima di essere inviati alla Risiera di San Sabba o verso i campi di concentramento del centro Europa.

La convenzione è stata sottoscritta a Palazzo Caiselli dalla direttrice del Dipartimento Linda Borean e dalla direttrice della Casa circondariale Tiziana Paolini; responsabile scientifico è il professor Andrea Zannini. Ai detenuti verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

I fondi per le remunerazioni provengono dai progetti “Ripartiamo” e “Inclusione, confronto, trattamento”, finanziati da Cassa delle ammende del Ministero della Giustizia e dalla Regione Friuli Venezia Giulia. Il Dipartimento ha curato il trasferimento dei registri, organizzato il corso di formazione e messo a disposizione personale tecnico e attrezzature.

«L’iniziativa – ha spiegato la direttrice del Dipartimento, Linda Borean – rientra negli obiettivi del Dipartimento di eccellenza Dium 2023-2027 che prevedono lo svolgimento di progetti per la digitalizzazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, tramite la cooperazione con enti e istituzioni locali, al fine di favorire lo sviluppo del benessere sociale anche attraverso le nuove tecnologie».

Per la direttrice della Casa circondariale, Tiziana Paolini «il progetto rappresenta un’opportunità per i detenuti coinvolti, oltre che di formazione, anche di risocializzazione in un contesto culturale di rilievo. L’attività in questione consente, peraltro, di portare alla luce dei registri che costituiscono un patrimonio culturale importante del territorio che immortala un periodo storico del nostro Paese».