Cyber attacchi 2025, PMI friulane nel mirino

Nel primo semestre 2025 in Italia sono stati rilevati 1.549 eventi cyber, il 53% in più rispetto allo stesso periodo del 2024; gli incidenti con impatto confermato sono quasi raddoppiati (+98%). Nel secondo semestre il numero di eventi resta alto, con un’esposizione crescente di asset vulnerabili.

Il ransomware continua a essere la minaccia principale, soprattutto per le piccole e medie imprese dei settori manifatturiero, commercio e tecnologia, molto presenti anche in Friuli Venezia Giulia. Parallelamente aumentano phishing e fughe di dati: nel 2025 il CSIRT Italia ha individuato oltre 2.400 URL malevoli, spesso legati a password rubate, vulnerabilità non sanate o configurazioni di accesso remoto non sicure.

Nella regione, dove il 98% delle aziende ha meno di 50 addetti, la mancanza di un presidio costante può trasformare un attacco da problema interno a rischio per intere filiere, in un contesto economico strettamente integrato.

Giovanni Berbetta, Data Analyst di TEC4I FVG, evidenzia che la cybersecurity non va più affrontata a posteriori come questione tecnica, ma va gestita in modo strutturato perché incide sulla continuità del lavoro, sulla tutela dei dati e sulla credibilità aziendale. Sottolinea che le nuove normative europee e nazionali spingono verso un approccio sistematico e che, per molte imprese più piccole, il passaggio da interventi sporadici a una gestione continuativa fa la differenza.

Tra gli strumenti proposti dall’hub regionale figurano il Cybersecurity Check-up, che in 48 ore assegna un Cyber Risk Score (0-100) e indica le priorità di intervento, e un servizio di analisi del traffico di rete basato sui log del firewall, pensato per intercettare segnali di criticità e rendere la sicurezza più governabile nelle PMI.