Columbus McKinnon acquisisce la Weissenfels di Tarvisio

Kito Weissenfels

La Weissenfels di Fusine, storica produttrice di catene da sollevamento e ganci per paranchi, passa sotto il controllo del gruppo statunitense Columbus McKinnon, realtà industriale da circa un miliardo di dollari di ricavi quotata al Nasdaq.

Il passaggio fa parte dell’operazione da 2,7 miliardi di dollari con cui Columbus McKinnon ha rilevato Kito Crosby dal fondo Kkr, finalizzata dopo il via libera dell’Antitrust statunitense.

Dal 2016 lo stabilimento friulano era gestito dalla giapponese Kito, diventata Kito Crosby nel 2023, periodo in cui sono stati investiti 22 milioni tra acquisizione, aumenti di capitale e macchinari. Fra 2022 e 2023 Regione e Comune hanno contribuito con altri 6 milioni per la ristrutturazione di tre corpi di fabbrica.

I conti mostrano ora segnali di difficoltà: dopo i circa 15 milioni di ricavi registrati nell’esercizio 2022/2023, i nove mesi chiusi al 31 dicembre 2023 si fermano a 8,4 milioni con una perdita di 1,1 milioni. Il bilancio 2024 non è ancora stato approvato.

Nello stabilimento lavorano circa 110 addetti. Il nuovo cambio di proprietà riaccende le preoccupazioni sindacali, acuite dalla fine, a febbraio 2025, del mandato dell’amministratore delegato Raffaele Fantelli, che aveva guidato il rilancio dell’azienda.

Nei precedenti venticinque anni la fabbrica era già passata, fra fallimenti e ristrutturazioni, attraverso Pewag, Zanetti, Italricambi e di nuovo Pewag, prima dell’acquisto all’asta da parte di Kito. Il futuro dell’impianto di Fusine torna così a essere incerto.