Alla Casa della Contadinanza di Udine, nel 50° anniversario del terremoto del 6 maggio 1976, il giornalista Toni Capuozzo ha presentato il suo nuovo libro “Una piccola guerra. Il 6 maggio del Friuli”.
Capuozzo ha aperto l’incontro chiedendo “Saremmo in grado di ripetere quello che avvenne 50 anni fa?”. La prima risposta è stata “no”, legata alla diversa “pasta umana”: la generazione della ricostruzione era temprata da guerra, leva e lavoro manuale, mentre oggi molti adulti “non sono in grado di prendere in mano una falce”.
L’autore ha però aggiunto che la stessa domanda può ricevere anche un “sì”, perché “le istituzioni politiche tirano fuori il meglio di sé quando le emergenze lo richiedono”, arrivando a concludere «non ci darei così spacciati». Ha ricordato che strumenti creati allora, come la Protezione civile, rafforzano la capacità di risposta collettiva.
Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, ha sottolineato l’importanza della memoria affermando: «Non dobbiamo disperdere questo patrimonio. Siamo responsabili della sua conservazione e trasmissione». Secondo Bordin, lo spirito di solidarietà e ricostruzione del Friuli resta un modello per le nuove generazioni.