È uscito “Una piccola guerra”, il nuovo libro di Toni Capuozzo pubblicato da Edizioni Biblioteca dell’immagine per il cinquantesimo anniversario del terremoto del 6 maggio 1976 (160 pagine, 16 euro). Nel volume l’autore ricostruisce le ore immediatamente successive alla scossa, la vita nelle tendopoli e il percorso di ricostruzione intrapreso negli anni successivi.
L’anteprima si terrà giovedì 26 marzo alle 21 al Teatro Comunale di Monfalcone, nell’ambito di Geografie festival; Capuozzo dialogherà con Paolo Mosanghini, condirettore Nem con delega al Messaggero Veneto.
Il giornalista inserisce nel libro gli articoli scritti all’epoca per spiegare la protesta delle tendopoli e due opuscoli cui contribuì: il primo, curato da Medicina Democratica, descrive i primi giorni nei campi; il secondo, realizzato con Geologia Democratica, fornisce spiegazioni semplici sugli eventi sismici. Completa il volume il testo “Prima del”, dedicato al Friuli nei mesi precedenti la tragedia.
Capuozzo ricorda che il sisma fu per la sua generazione «la piccola guerra» che separò il “prima” dal “dopo”. All’epoca aveva appena concluso il servizio di leva: la notte del 6 maggio raggiunse Gemona, perse il padre e smise di insegnare per avvicinarsi al giornalismo, scoprendo un legame profondo con il Friuli e con la lingua friulana.
Dalla tragedia, sottolinea, nacque una nuova consapevolezza collettiva: il territorio imparò ad amare la propria lingua, gli scrittori e le tradizioni, trasformando la fragilità sperimentata in un invito a non lasciarsi sedurre dalla nostalgia.
