Canin sloveno, via al progetto da 100 milioni

A Bovec è stato presentato lo studio di fattibilità per riattivare gli impianti sciistici sul versante sloveno del Monte Canin, chiusi da due anni per ragioni di sicurezza e fondamentali per il collegamento con le piste di Sella Nevea.

Il piano prevede una nuova cabinovia in due tronconi sul tracciato esistente, con cabine da dieci posti e portate di 1.400 persone l’ora nella prima tratta e 2.400 nella seconda. È inclusa la sostituzione di uno dei tre impianti in quota con una seggiovia quadriposto, l’innevamento programmato su tutte le piste e una centralina idroelettrica alimentata dall’Isonzo.

Il costo stimato è di 100 milioni di euro, coperti da investitori privati e da un finanziamento del Ministero sloveno delle Infrastrutture, attingendo a un bando europeo che il Comune di Bovec pubblicherà ad agosto. Tre cordate – due slovene e una italiana – hanno già manifestato interesse. L’intervento, sostenuto in passato dal presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga nei colloqui con la ministra slovena Tanja Fajon, richiederà tempi lunghi ma segna un passo concreto verso il ripristino del collegamento transfrontaliero.