La prima ondata di caldo dell’estate ha fatto crescere gli accessi ai pronto soccorso del Friuli Venezia Giulia, attivando il «codice calore». Anziani fragili e pazienti cronici sono i più colpiti, spesso per disidratazione o colpi di calore. Tra il 1° giugno e l’inizio di luglio l’Azienda sanitaria universitaria di Udine ha contato 16 ingressi legati al caldo, sette dei quali nell’ospedale Santa Maria della Misericordia; alcuni casi hanno richiesto il ricovero ma, grazie a reparti climatizzati, non si registrano segnalazioni di disagio da parte del personale.
A Pordenone la situazione è più critica: nei due reparti di Medicina del Santa Maria degli Angeli i ricoveri superano stabilmente le cento unità a fronte di 90 posti letto. Il primario Maurizio Tonizzo parla di «quindici nuovi pazienti al giorno», per lo più ultraottantenni disidratati, tanto da doverli collocare temporaneamente in Chirurgia. Malgrado l’afflusso, le strutture restano operative e non si segnalano emergenze ingestibili; i sindacati confermano l’assenza di proteste legate alle temperature interne. L’arrivo di spazi più ampi nel nuovo ospedale pordenonese dovrebbe offrire maggiore respiro in futuri picchi di calore.
