La recente morte di cinque alpinisti sull’Himalaya, travolti da abbondanti nevicate, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza delle spedizioni commerciali.
Roman Benet, tarvisiano che ha scalato tutti gli Ottomila, osserva che l’aumento di persone in montagna non è il vero problema: il rischio cresce quando si punta al risultato e si abbassa la soglia di attenzione. Dopo aver investito molto per arrivare in Nepal, molti spingono oltre i limiti ignorando i segnali della montagna.
Secondo l’alpinista serve esperienza per fermarsi in tempo. Esistono agenzie altamente qualificate, ma altre non dispongono di personale preparato; oggi è obbligatorio affidarsi a guide locali anche per i trekking, e non tutte sono all’altezza.
Benet aggiunge che gli itinerari a quote più basse possono essere perfino più pericolosi, perché mancano le strutture di assistenza presenti ai campi base degli Ottomila.
L’obbligo di ingaggiare una guida locale non garantisce automaticamente competenza e sicurezza, conclude Benet.
