Nel cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì il Friuli, il segretario regionale di Sinistra Italiana Sebastiano Badin ha ricordato le circa 1.000 vittime e i traumi che ancora segnano chi visse quei giorni.
Badin ha evidenziato che la ricostruzione fu possibile grazie a un grande sforzo collettivo: volontari provenienti da tutta Italia, dai boy scout a Lotta continua, affiancarono la popolazione locale, trasformando la tragedia in un laboratorio di solidarietà popolare.
Secondo il segretario, quello spirito non è stato sempre replicato altrove; ha citato l’Abruzzo come esempio di ricostruzione condizionata da interessi immobiliari, dove le “new town” avrebbero disperso la comunità.
Concludendo, Badin ha invitato a non perdere la lezione di quei giorni e ha affermato: «A cinquant’anni dall’Orcolat diciamo: onoriamo i morti costruendo un mondo migliore per i vivi, dove ritorni quello spirito di fratellanza e solidarietà che ci ha reso grandi e degni agli occhi del mondo.»
