Al Castello di Susans, a Majano, si è tenuto il convegno “Castelli e terremoto: rapporto tra patrimonio storico fortificato e gli effetti del sisma del 1976”, occasione scelta per ricordare il cinquantesimo anniversario del terremoto che colpì il Friuli.
L’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, in un messaggio inviato ai partecipanti, ha evidenziato come la Regione sostenga con convinzione studi e interventi di valorizzazione di castelli, fortificazioni e complessi storici, riconoscendoli quali elementi centrali dell’identità friulana.
Amirante ha ricordato che la ricostruzione post-sisma non riguardò solo abitazioni, scuole e chiese, ma anche i manieri, considerati simboli della memoria collettiva. «Salvare un castello non significava soltanto restaurare un manufatto architettonico, ma restituire alle comunità un pezzo della propria memoria e preservare un elemento essenziale del paesaggio storico regionale».
Nell’elenco degli interventi citati figurano i castelli di Susans, Colloredo di Monte Albano, Gemona, Prampero, Ragogna, Caporiacco e Artegna, oggetto di restauri e consolidamenti che proseguono tutt’oggi.
Per l’assessore, il percorso di ricostruzione del Friuli resta un modello riconosciuto a livello nazionale e internazionale; trasmetterne la memoria alle nuove generazioni rafforza la responsabilità verso il patrimonio ereditato.
