Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Mountain Wilderness e WWF chiedono di spostare i concerti del No Borders Music Festival dalla Conca dei Laghi di Fusine, area protetta inserita nella rete europea delle Zone speciali di conservazione Rete Natura 2000.
Durante una conferenza stampa svolta martedì 14 luglio, le sigle hanno espresso preoccupazione per l’impatto della manifestazione sull’ecosistema alpino, ritenuto fragile. Tra le criticità segnalate figurano il disturbo alla fauna selvatica, il calpestio, la presenza di palchi, impianti di amplificazione, generatori, mezzi meccanici e migliaia di spettatori nell’area del Lago Superiore.
Le associazioni contestano anche le procedure autorizzative del 2025 e del 2026, sostenendo che nel 2025 il parere favorevole di Valutazione d’Incidenza fosse privo dei pareri obbligatori della Soprintendenza e del Reparto Carabinieri Biodiversità, e che nel 2026 sia stata usata una procedura semplificata di screening. Sono stati inoltre segnalati presunti errori nello studio acustico.
Tra i problemi citati ci sono anche le lamentele di alcuni operatori turistici per la riduzione dell’attività di ristorazione e le proteste dalla Slovenia per le auto degli spettatori parcheggiate fino all’interno del Parco del Triglav.
Gli ambientalisti indicano come alternative l’area di Tarvisio ai piedi del Monte Priesnig, già antropizzata e più adatta a grandi eventi, e concerti di minore capienza nei centri della Val Canale, da Tarvisio a Pontebba. Le richieste sono rivolte al Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo, perché non riproponga i Laghi di Fusine nella programmazione del prossimo anno, e alla Regione, perché non reiteri le autorizzazioni in assenza di un ripensamento.
All’incontro era presente anche la consigliera regionale di Avs Serena Pellegrino, che ha definito il festival ai Laghi di Fusine un modello insostenibile per la tutela dell’ambiente montano e ha sostenuto la necessità di delocalizzare i grandi concerti in aree limitrofe maggiormente antropizzate.
