L’economia del Friuli Venezia Giulia dovrebbe crescere dello 0,5% nel 2026 e dello 0,4% nel 2027. La stima per quest’anno è stata rivista al rialzo grazie ai risultati dei primi mesi, alla tenuta di consumi e investimenti e all’accelerazione della spesa legata al Pnrr. La crescita resta però inferiore allo 0,7% previsto per Italia e Nord Est.
Il dato più critico riguarda le esportazioni: dopo il +16,7% del 2025, nel 2026 è atteso un calo del 7,4%, seguito da una ripresa del 4,6% nel 2027. Pesano la cantieristica navale, la debolezza della domanda internazionale e l’apprezzamento dell’euro.
I consumi privati dovrebbero aumentare dello 0,6% nel 2026, mentre gli investimenti sono previsti in crescita del 2%. Le unità di lavoro saliranno dello 0,9%, ma il tasso di disoccupazione passerà dal 4,6% del 2025 al 5,1%, per poi scendere al 4,8% nel 2027.
L’industria dovrebbe perdere lo 0,3% di valore aggiunto nel 2026. Le costruzioni cresceranno dell’1,5% e i servizi dello 0,5%. Sul quadro incidono anche i rincari energetici: il petrolio è indicato intorno ai 90 dollari al barile e il gas a circa 60 euro per megawattora. L’inflazione media è prevista al 3,1% nel 2026.
Il presidente di Confindustria Udine, Luigino Pozzo, ha indicato tra le priorità la formazione dei giovani, l’attrazione dei talenti, l’innovazione, le infrastrutture, regole chiare e una riduzione della burocrazia, sottolineando l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato.
