A Venzone riemerge la storia nascosta del Duomo. Nell’ipogeo sotto la chiesa sono conservate le tracce degli edifici di culto precedenti al Duomo ricostruito pietra su pietra dopo il terremoto del 1976.
Gli scavi furono resi possibili dal cantiere aperto nel 1988, quando gli archeologi della Soprintendenza lavorarono sotto il pavimento del Duomo. Vennero riportati alla luce i resti della chiesa del 1251, con un raro pavimento in cocciopesto che conserva ancora il graffito usato come dima per la lavorazione delle pietre della facciata medievale. Più in profondità sono emerse anche le tracce di un edificio dell’anno Mille.
Dietro l’attuale facciata è stata trovata una tomba risalente alla seconda metà del VI secolo. Secondo monsignor Roberto Bertossi, parroco e presidente della Fabbriceria del Duomo di Venzone, il ritrovamento fa ipotizzare la presenza di un primo edificio di culto di epoca paleocristiana. Tra i reperti recuperati ci sono anche monete e fibule di epoca romana, che confermano la presenza di un presidio lungo la via Julia Augusta fin dal I secolo avanti Cristo.
Il patrimonio è stato valorizzato grazie a un finanziamento regionale di circa 200 mila euro. I lavori hanno riqualificato gli spazi sotterranei, realizzato il nuovo impianto di illuminazione e predisposto il percorso di visita. Dall’autunno l’ipogeo sarà aperto al pubblico su prenotazione, con accessi per piccoli gruppi e gestione affidata alla Fabbriceria del Duomo.
