Carburanti in Fvg: stop allo sconto

Da sabato benzina e diesel costano 6,1 centesimi al litro in più dopo la decisione del Governo di non prorogare il taglio delle accise. La misura straordinaria era stata introdotta per fronteggiare l’aumento delle quotazioni del petrolio legato alla guerra in Medio Oriente.

Con il ritorno alla tassazione ordinaria restano forti differenze tra i distributori. Gli ultimi dati disponibili, riferiti a giovedì 2 luglio e ancora con lo sconto in vigore, indicavano il diesel più economico alla Sia Fuel di Sacile, in viale San Giovanni, a 1,819 euro al litro. Il prezzo più alto era alla Ip di Pordenone, in viale Grigoletti, a 2,409 euro al litro.

Per un pieno da 50 litri la spesa variava quindi da 90,95 a 120,45 euro, con una differenza di 29,5 euro. Sulla benzina il divario andava da 1,739 a 2,259 euro al litro.

Bruno Bearzi, presidente nazionale della Figisc, ha spiegato che sui prezzi incidono molti fattori: concorrenza tra compagnie, tipo di gestione dell’impianto, costi più elevati in autostrada e momento in cui il carburante viene acquistato dal gestore.

Le accise sul gasolio sono tornate a 67,2 centesimi al litro. Con l’Iva applicata anche sulle imposte, il peso complessivo del fisco supera l’euro al litro e riporta l’Italia al primo posto in Europa per tassazione sul diesel. Per la benzina, dopo il riallineamento dell’accisa a quella del gasolio, l’Italia è al sesto posto tra i Paesi con il maggior carico fiscale.

La riduzione delle accise, introdotta a marzo e poi prorogata con sconti via via ridotti, è costata circa due miliardi di euro. Secondo Bearzi, però, nello stesso periodo l’aumento del prezzo industriale ha ridotto l’efficacia della misura.