Negozi di vicinato in calo in Fvg

In Friuli Venezia Giulia, tra il 2015 e il 2025, hanno chiuso 2.521 negozi di vicinato, pari all’11,3% del totale. Nello stesso periodo gli addetti sono aumentati di circa 8.700 unità, con un incremento del 18%, e i ricavi delle imprese rimaste aperte sono cresciuti del 31%.

Il calo più forte in percentuale si registra a Trieste, con 733 esercizi persi e una flessione del 15,3%. Seguono Gorizia con 360 attività in meno (-13,2%), Udine con 1.100 chiusure (-11,2%) e Pordenone con 328 esercizi in meno (-7,2%).

Secondo l’Osservatorio Reciprocità e Commercio Locale realizzato da Nomisma con Percorsi di Secondo Welfare, il commercio di prossimità è il settore più colpito. La ristorazione, invece, continua a espandersi e si conferma il comparto più dinamico.

Le perdite riguardano soprattutto cultura e svago, tessile, abbigliamento e accessori, oltre a comparti tradizionali come ferramenta, gioiellerie e alimentari. Tra i fattori indicati ci sono la contrazione dei consumi discrezionali, la concorrenza dell’online e le difficoltà di recupero dopo la pandemia.

Sul mercato immobiliare commerciale, tra il 2015 e il 2025 i prezzi di compravendita dei negozi in Fvg sono scesi in media del 6,2%. Udine fa eccezione con un aumento del 3,2%, mentre Trieste segna -30,6%, Gorizia -25,8% e Pordenone -14,4%. I canoni di affitto sono invece cresciuti in media del 19,3%, con aumenti a Udine e Pordenone e cali a Trieste e Gorizia.

Gianluca Madriz, presidente regionale di Confcommercio Fvg, evidenzia che il cambiamento riguarda anche le abitudini dei consumatori, sempre più orientati agli acquisti online, alla concentrazione degli acquisti e alla ricerca di esperienze oltre al prodotto. Madriz richiama inoltre il valore della nuova legge sul commercio e sul turismo e la necessità di dare piena attuazione alle misure previste.