La Cineteca del Friuli di Gemona, oggi tra le più autorevoli d’Italia, nasce da una vicenda intrecciata fra passione cinematografica e ricostruzione post-sisma.
Tutto comincia con l’amore per il cinema di due studenti gemonesi, Piera Patat e Livio Jacob, uniti dalla visione de Il dottor Živago. Il terremoto del 1976 cambia però radicalmente il loro percorso: mentre la città è in macerie, i due decidono di portare proiezioni nelle tendopoli degli sfollati, grazie ai film prestati dalla filiale udinese della San Paolo Film che raggiungono a bordo di un mezzo militare.
Nel 1977, durante il Festival di Salsomaggiore, Patat e Jacob lanciano un appello per ricostruire il cinema cittadino. Alla proposta risponde Angelo Humouda, fondatore della Cineteca Griffith di Genova, offrendo una rassegna estiva di cento pellicole – soprattutto comiche di Keaton e Chaplin – che anima Gemona per otto giorni. Da quell’esperienza prende forma la Cineteca del Friuli.
Oggi, cinquant’anni dopo, l’istituzione conserva e diffonde la memoria cinematografica, testimonianza di come la cultura possa rinascere anche dalle macerie di un terremoto.
