Entro il 2030, gli over 65 in Friuli Venezia Giulia cresceranno dell’8,5% e gli ultraottantenni di quasi il 12%. Senza cambiare modello di assistenza agli anziani, ciò genererà oltre 180 milioni di euro di spesa aggiuntiva per il sistema sociosanitario regionale.
Il dato emerge da uno studio dell’Università di Udine commissionato da Cisl Pensionati e Cisl Fvg, che sollecitano una revisione dell’attuale organizzazione dei servizi.
Il segretario generale di Cisl Pensionati, Luciano Bordin, indica la necessità di un approccio integrato che combini abitare inclusivo, servizi di prossimità e innovazione tecnologica per garantire qualità dell’assistenza e sostenibilità finanziaria.
La ricerca segnala che oltre 2.300 anziani con fragilità lieve o moderata oggi ospitati in ASP e case di riposo potrebbero essere gradualmente orientati verso co-housing e domiciliarità avanzata. Il risparmio stimato supera 23 milioni di euro l’anno, somma sufficiente a finanziare l’assistenza residenziale intensiva per 480 pazienti gravissimi.
Secondo la segretaria generale di Cisl Fvg, Renata Della Ricca, la riconversione parziale delle risorse oggi destinate a forme di istituzionalizzazione non adeguate libererebbe fondi da reinvestire a favore degli anziani e di chi li assiste, senza ridurre i servizi.
Bordin e Della Ricca sottolineano inoltre il ruolo della digitalizzazione: telemedicina e assistenza a distanza possono diminuire ricoveri e accessi impropri ai pronto soccorso, migliorando l’efficienza del sistema. Fra le richieste presentate all’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi figurano uno screening dei bisogni, una mappatura aggiornata dei servizi, il monitoraggio delle sperimentazioni sul territorio e un maggiore coinvolgimento del Terzo settore nella coprogettazione.
