Venerdì 13 marzo il servizio di trasporto pubblico di Arriva Udine si fermerà per 24 ore, su iniziativa del sindacato indipendente guidato da Enrico Marcuzzi.
La mobilitazione arriva nonostante l’amministratore delegato Diego Regazzo, ascoltato in consiglio comunale a febbraio, abbia ricordato l’assunzione di 38 nuovi autisti e l’intenzione di aggiungerne altri 30. Anche la Regione ha annunciato 76 posti disponibili in Friuli Venezia Giulia e un recruiting day il 31 marzo a palazzo Antonini Belgrado.
Marcuzzi sostiene che le nuove assunzioni non basteranno senza un aumento delle retribuzioni. Nel comunicato che indice lo sciopero afferma: «Proprio perché il contratto aziendale di Arriva Udine è insufficiente l’azienda non riesce a reperire e assumere nuovi autisti». Il sindacalista indica inoltre le dimissioni di sei conducenti a gennaio, attribuite a salari bassi e turni poco allettanti.
Regazzo replica definendo l’azione «Si tratta di uno sciopero di dubbia legittimità, proclamato da un’organizzazione non riconosciuta dall’azienda», precisando che l’organizzazione non ha firmato accordi nazionali o locali.
Dal canto suo Marcuzzi accusa la società di diffondere notizie non corrispondenti alla realtà e chiede «meno fumo negli occhi e più rispetto» verso il personale, denunciando straordinari necessari per raggiungere uno stipendio considerato adeguato.
L’astensione dal lavoro potrà causare disagi agli utenti dell’intera rete urbana ed extraurbana di Udine proprio alla vigilia del fine settimana.
