Sanità territoriale Fvg: strutture accese ma ancora incomplete

Il monitoraggio della Fondazione GIMBE fotografa un quadro in chiaroscuro per la sanità di prossimità in Friuli Venezia Giulia. Su 32 Case della Comunità programmate, 30 (93,8%) hanno almeno un servizio attivo, oltre il doppio della media italiana del 45,5%. Nessuna però offre ancora l’intera gamma di prestazioni previste.

«La presenza parziale dei servizi – spiega il presidente della Fondazione GIMBE Nino Cartabellotta – non solo indebolisce le funzioni delle Case della Comunità, ma le rende poco attrattive per i cittadini».

Il principale ostacolo è la carenza di personale medico e infermieristico. «Senza personale sanitario – osserva Cartabellotta – le strutture restano, nei fatti, scatole vuote».

Situazione analoga per gli Ospedali di Comunità: su 14 previsti, 5 (36%) hanno avviato almeno un servizio, contro una media nazionale del 27%, ma nessuno è pienamente operativo.

Sul fronte digitale, il Fascicolo sanitario elettronico regionale dispone di 13 delle 20 tipologie documentali richieste (media Italia 14). Cresce invece il consenso dei cittadini: l’82% ha autorizzato la consultazione dei propri dati, quasi il doppio della media nazionale del 44%.

A meno di tre mesi dalla scadenza del 30 giugno 2026 fissata dal PNRR, il ritmo di completamento dei servizi resta il nodo centrale da sciogliere per trasformare strutture già aperte in presidi davvero funzionanti.